Comune di Framura

Framura, perla rara incastonata sul ligure

C’è ancora un angolo di autentica Liguria proprio sul mare. È Framura, poco lontana dalle Cinque Terre. Qui non passa la litoranea col suo fiume di macchine. La raggiungi lasciando su in alto l'autostrada.
Incontri prima Castagnola, la frazione più a monte, e le sue foreste di pini. Poi ecco Costa, e già ti si apre sotto il mare. Quindi Setta, una vera terrazza sul Ligure, ancor più giù Ravecca e, infine Anzo, il porticciolo e la spiaggetta ricavati collegandosi con un breve braccio di cemento allo scoglio Ciàmia.

(...) A Framura sarebbe meglio arrivare in treno e usare sémmai l’ottimo bus che collega le cinque frazioni. A piedi, poi, scopri realtà dimenticate. Attraversi le viuzze silenziose di Anzo, dove scorrazza qualche bambino. Un rigagnolo d’acqua pulita scorre in una canalina lungo la stradicciola. I gatti li guardano appollaiati sui muri. Ogni tanto uno slargo, una panchina, un pino marittimo secolare che da ombra coi suoi grandi bracci. Una lunga strada-scalinata risale tra case e orti. Ecco svettare una torre medievale. Ecco la piazzetta di Setta fresca di brezza e alberi (al bar Gianni si beve un buon caffè). Su ancora. Un lavatoio ti offre l’occasione di rinfrescare piedi e braccia.
E adesso i sentieri che ti inoltrano nella macchia mediterranea del parco naturale “Monte Serro - Punta Mesco”. L'acre odore dei pini, le gialle spruzzate di ginestre, la solennità delle querce, la pallida serenità delgi ulivi. Un geco fa capolino per un attimo (strano, sei un animale notturno) poi si infila in una fessura del muretto a secco. Perchè questa è chiamata anche la costa “de sere”, ovvero dei muretti costruiti sovrapponendo pietra a pietra, il cui unico cemento sono il sudore e la maestria di chi li ha eretti.
Il vento riporta fin qui lo sferragliare del treno che passa lungo la costa.

Raggiungi la spiaggia di Vandarecca passando per una stradina che viaggia un pò in quota e lascia sotto di sè il porticciolo. L’acqua brilla limpida e trasparente, quasi come una volta, in una cornice di basalto rossastro e di pini.
 

Gianni Buosi     
Il Giorno, 17/8/1992